Fondamento teorico del benaltrismo

\overline {A\cdot B}=\overline A+\overline B

\overline {A+B}=\overline {A}\cdot \overline {B}
Inizio provocatoriamente con i teoremi di De Morgan, teoremi di logica. A e B sono ad esempio frasi semplici, formate da soggetto, verbo e complemento. il punto sta per "e", il più sta per "o". La barra sta per negazione. Se A=" Napoli è violenta" e B="I raiders sono schiavi", la prima parte della prima identità si traduce in: quale è la frase che è l'esatta negazione della frase "Napoli è violenta e i raiders sono schiavi"? La risposta è "Napoli non è violenta o(oppure) i raiders non sono schiavi", rappresentata dal secondo termine.
Il benaltrismo è quella patologia logico/semantica che mischia gli "o" con gli "e", rendendoli o sinonimi o semplicemente privi di senso. Ad esempio; io dico una cosa e un altro controbatte "ma il problema è un altro, partendo dall'ipotesi che sia vera o un'affermazione o un'altra. Il benaltrismo è per la semplificazione: abolisce gli "e" usando solo "o", distruggendo non solo la logica, ma tutto il pensiero razionale. Per il benaltrista non esisterebbe l'elettronica digitale, che gli consente di sparare impunemente le sue assurdità. Non si pone neanche il problema che sia necessario lottare sia sul fronte, nel nostro esempio, della delinquenza di prossimità che su quella strutturale, sistemica direi, che è l'enorme sfruttamento dell'uomo. No, per lui è o l'uno o l'altro. La patologia sembra, e mi piange il cuore, che sia molto più diffusa in coloro che si dichiarano di sinistra.

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