Teoria delle stringhe e Qualità della vita nelle grandi città

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Ci sono. Ho finalmente capito come funzionano le rilevazioni fatte riguardo alla qualità della vita nelle nostre città, che piazzano Napoli molto indietro, credo verso il 100posto.

Parto un pò da lontano, dalla fisica, quasi come sempre. Sono ormai 40 anni che essa è drogata dalla teoria delle stringhe. L'idea di base, che tutte le particelle e le forze siano riconducibili a vibrazioni di filamenti ad una dimensione è affascinante ed elegante. Solo che per adattarla al nostro mondo siamo costretti ad ipotizzare un mondo ad 11 dimensioni e  una grandezza delle stringhe talmente piccola che per livelarle sarebbe necessario un accelleratore del diametro del nostro universo. Inoltre è una teoria apparentemente rivoluzionaria, ma in realtà estremamente reazionaria perchè presuppone uno scenario, un palcoscenico ("background") fisso, immutabile e su cui non sa dire nulla.

E' come se io dicessi: Marilin Monroe è la donna della mia vita, irragiungibile, immutabile, pura illusione. Infatti la teoria delle stringhe, come, accennavo, non può essere verificata, nè falsificata. Quindi non può essere neppure definita scienza. Appena cerco di adattarla a ciò che vedo, ne spuntano più d'una, anzi 10500 teorie diverse. Un pò troppe.

Torniamo a Napoli. La ricerca sulla qualità della vita l'hanno relegata agli ultimi posti. Non funziona niente nella nostra città, così pare. Ma cosa hanno di sbagliato tali ricerche? La cosa che mi viene da dire è che sono ricerche simili alla teoria delle stringhe, per quanto concerne la relazione col background. Ogni ricerca scientifica deve basarsi su modelli basati sul fatto che lo scenario su cui agiscono faccia parte integrante del modello stesso. Pensiamo alla relatività generale, in cui la forza di gravità emerge dalla geometria dell'universo e che spiega fino in fondo come è fatto il palcoscenico in cui tali forze agiscono. Spiega sia gli attori che la scena!

Invece i rilevamenti statistici sulla qualità della vita hanno un background fisso ed immutabile, uno scenario "dato" in cui le persone, che si muovono ed agiscono, è esterno ed estraneo alle persone stesse. Non affrontano il fatto che a Napoli lo scenario fa parte integrante delle persone, sta dentro di loro, anzi è tuttuno con loro. Lo scenario determina le persone che determinano lo scenario, in una circolarità senza fine. Napoli è una città dinamica, in cui la vita si rinnova attimo per attimo, in una osmosi continua tra interno ed esterno. Non è un luogo da usare, magari al meglio, con tutti i servizi possibili, è un luogo da vivere. Questo ne determina la sua peculiarità.

Naturalmente è oggetto di ricerca quali siano i parametri con cui misurarne la qualità della vita, ma non sono certamente quelli normali. Quelli lasciamoli alle città banalmente normali.

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