Occorre avere misura 1

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mela tape

Discorrendo con un mio amico, riflettevamo sul fenomeno dei tamponi. Osservavo che, se in quel momento l'avessero fatto a noi, probabilmente saremmo stati positivi. O forse no. 
La storia dell'uomo, la sua evoluzione intesa come conoscenza del mondo in cui l'uomo vive ed agisce, è correlata con l'evoluzione dei metodi che ci siamo dati per conoscere il nostro mondo. Tanto più questi metodi sono conosciuti, diffusi e condivisi, tanto più avanza la nostra civiltà e migliora il nostro equilibrio con l'ambiente circostante, il palcoscenico su cui agiamo. Non è un caso che la parola misura sia ambivalente: misura come atto di determinare quanto vale una grandezza (fisica, sociale, politica, biologica) sia nel senso di participio passato, essere misurati, cioè non esser presi da isterismi o facili entusiasmi.

Misurare significa paragonare qualcosa con qualcosaltro di cui abbiamo dimestichezza e fiducia, condivisione e fiducia nella sua immutabilità. In ambito classico, newtoniano, significa avere un luogo, un "laboratorio", in cui poniamo le cose e le mettiamo in relazione con uno strumento che ne determini qualche caratteristica che reputiamo fondamentale per la sua (delle cose) comprensione. Per misurare una velocità, ad esempio, ho bisogno di un orologio e di un metro, cioè di attrezzi per misurare il tempo e lo spazio percorso. Due osservazioni importanti: la prima è che tutti sono d'accordo sul tempo e sullo spazio, la seconda è che devo usare la matematica per correlare gli strumenti che uso. Se i misuratori cioè hanno la stessa concezione di cosa sono i secondi, i metri e come usare la matematica, siamo a cavallo. le misure saranno ritenute corrette e condivisibili. Ma c'è un altro aspetto sottile, sottinteso. Che ci sia separazione tra chi fa la misura e l'oggetto e che la misura non altera in alcun modo l'oggetto. Questo, pomposamente, chiamiamo il paradigma newtoniano.

Da questo punto di vista, i recenti fenomeni legati al coronavirus ci insegnano molto, e, in questa fase, direi troppo, nel senso che non siamo pronti per reggere l'urto di tale massiccia dose di misure.pur doverosa. Stiamo scoprendo che una campagna molto estesa di tamponi scopre sempre nuovi contagiati, mentre prima era solo una influenza stagionale, lieve o grave non importa. Ne misuriamo estensione, velocità di contagio, mortalità, guarigioni per fascie geografiche, di età e quant'altro. ne misuriamo anche l'impatto sull'economia, sulle abitudini, sull'ambiente e tutto ciò, disvelando scientificamente questo fenomeno, ci sgomenta, avendo vissuto fino ad ora, fondamentalmente, in modo qualitativo. I numeri fanno paura perchè mostrano la nostra ignoranza, ci fanno svegliare da un luogo di sogni ed illusioni. Pongono un discrimine, dei limiti alla nosta pretesa onnipotenza. E svelano anche cause e possibili rimedi, su cui non voglio soffermarmi.

Gli "ismi" sono sempre sinonimo di mancanza di informazione scientifica. Questa desinenza esprime l'atteggiamento irrazionale verso un fenomeno. Ad esempio allarme ed allarmismo. L'allarme è il sano attegiamento verso un qualcosa di temuto ma misurato ed analizzato, l'allarmismo è usare l'ignoranza, la paura dello sconosciuto per altri fini, come dominio, sottomissione, repressione. L'allarmismo genera isterismo. L'allarme genera forza e consapevolezza.

Ora, non vorrei che la conoscenza newtoniana di questo fenomeno, e qui, perdonatemi, me ve vado per la tangente, stesse facendo un salto di qualità, passando dalla misura classica a quella quantistica.

Qua le cose si complicano assai. L'osservato e l'osservatore non sono più separati. Non è definibile il loro confine. Non è possibile teoricamente misurare tutto ciò che voglio con la stessa precisione, anzi posso solo scoprire mezze verità. L'osservatore modifica l'osservato. L'atto della misura determina solo un possibile stato dell'osservato. In altre parole, la mia conoscenza del mondo è intrinsecamente incompleta., sono a me nascoste le reali grandezze che descivono in modo completo il fenomeno che sto osservando. per quanti sforzi faccia, sono inglobato, faccio parte dell'esperimento. Questa consapevolezza innalza il mio livello di coscienza, in mio rapporto col mondo. Non posso chiamarmi fuori, sono coinvolto in una giusta in cui sono contemporaneamente cavia e protagonista.

To be continued.

 

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